lunedì 25 aprile 2016

Fino a 7 mila euro per i nuovi correntisti. Ma fate attenzione

La Stampa focalizza sulle offerte delle banche per attrarre a se stesse nuovi correntisti. I colossi italiani promettono fino a 7 mila euro per chi apra un conto e, a seconda delle varie offerte, decida di depositare il proprio stipendio o versi in esso una somma stabilita. 

In Ubi Banca per chi versa 25mila euro in nuova liquidità e li investa in risparmio gestito, ben 7 mila ritornano in buoni d’acquisto. In WeBank (Banca Popolare di Milano) chi decide di accreditare lo stipendio sul proprio conto o versare in esso mille euro ha diritto a 120 euro (circa il 10% della liquidità versata) in buoni acquisto, stessa cosa per Cariparma, che offre 100 euro in buoni viaggio a chi accredita lo stipendio o versa almeno 3 mila euro.
Unipol Banca invece offre un Piano sanitario gratuito a chi apre un conto deposito o decide di accreditare lo stipendio sul proprio conto già esistente (Il Fatto Quotidiano però avverte). Fineco invece versa 50 euro ai nuovi correntisti. Widiba la banca online del Monte dei Paschi di Siena concede tassi di interesse al 2,5 % con vincolo a 12 mesi.

Come aprire una banca?

In Italia, l’esercizio dell’attività bancaria è regolamentata e autorizzata dalla Banca d’Italia.

Per aprire un istituto bancario sono necessari:
  • l’adozione della forma di società per azioni (forma classica) o di società cooperativa a responsabilità limitata (per la costituzione di una BCC, banca di credito cooperativo);
  • l’esistenza di un capitale versato di ammontare non inferiore a quanto stabilito (capitale minimo iniziale pari a 6,3 milioni di Euro per la banca di forma classica e 2 milioni di Euro per la BCC)
  • la presentazione di un programma concernente l’attività iniziale e la struttura organizzativa, unitamente all’atto costitutivo e allo statuto
  • il possesso da parte dei titolari di partecipazioni qualificate e requisiti di onorabilità
  • l’insussistenza, tra la banca o i soggetti del gruppo di appartenenza e altri soggetti, di stretti legami che ostacolino l’esercizio delle funzioni di vigilanza
  • insediamento della sede legale e della direzione generale della nuova banca nel territorio della Repubblica italiana
La Banca d’Italia nega l’autorizzazione quando dalla verifica delle condizioni sopra indicate non risulti garantita la sana e prudente gestione. Nella valutazione delle iniziative di costituzione la Banca d’Italia presta particolare attenzione ai profili della solidità finanziaria, della qualità dei partecipanti e della professionalità degli esponenti, al fine di assicurare l’adeguata capacità di fronteggiare i rischi della fase di avvio dell’attività e, in caso di crisi, di minimizzare i costi connessi alla dispersione di valore aziendale.

Cosa sono i requisiti di onorabilità?

Le persone fisiche sono in possesso dei requisiti di onorabilità se rispettano, congiuntamente, le seguenti condizioni:
  1. non si trovino in stato di interdizione temporanea o di sospensione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese;
  2. non siano state sottoposte a misure di prevenzione disposte dall’autorità giudiziaria ai sensi della legge 27 dicembre 1956, n. 1423 o della legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni ed integrazioni, salvi gli effetti della riabilitazione;
  3. non siano state condannate con sentenza irrevocabile, salvi gli effetti della riabilitazione, ad una delle seguenti pene:
    1. reclusione per un tempo superiore a sei mesi per uno dei reati previsti dalle norme che disciplinano l’attività bancaria, finanziaria, mobiliare, assicurativa e dalle norme in materia di mercati, valori mobiliari e strumenti di pagamento, nonché per i reati previsti dal decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39;
    2. reclusione per un tempo superiore a sei mesi per uno dei delitti previsti nel titolo XI del libro V del codice civile;
    3. reclusione per un tempo superiore ad un anno per un delitto contro la pubblica Amministrazione, contro la fede pubblica, contro il patrimonio, contro l’ordine pubblico, contro l’economia pubblica ovvero per un delitto in materia tributaria;
    4.  reclusione per un tempo superiore a due anni per qualunque delitto non colposo;
  4. non abbiano riportato in Stati esteri condanne penali o altri provvedimenti sanzionatori per fattispecie e durata corrispondenti a quelle che comporterebbero, secondo la legge italiana, la perdita dei requisiti di onorabilità

Cos’è una Banca di Credito Cooperativo, e come si apre?

Le banche di credito coperativo (BCC) sono un tipo di banca previsto dalla legislazione italiana in merito a materia bancaria e creditizia. Differiscono dalle altre banche per il fatto di essere società cooperative per azioni, e quindi operano in ambito locale svolgendo attività creditizie e finanziarie rivolte non solo al profitto ma all’utilità sociale nell’ambito del territorio ‘associativo’, ovvero a scopo sociale mutualistico.

La costituzione di una Banca di Credito Cooperativo necessità dell’autorizzazione della Banca d’Italia, come specificato in questo articolo, e il capitale minimo iniziale è di 2 milioni di euro (rispetto ai 6,3 milioni di base della banca di forma classica). Tutte le BCC, per legge, devono adottare il logo unico nazionale.

Cos’è il crowdfunding, come funziona e perchè dovreste provarlo

Quando si ha una buona idea ma manca il denaro sufficiente per investirci e realizzarla, si ci rivolge ad investitori o persone facoltose chiedendo un finanziamento. Solitamente chi investe è un singolo, o comunque ad un numero limitato di persone che mettono molto denaro, e in questo modo si ottiene la cifra che permette di mandare avanti il proprio progetto.

Internet ha cambiato le cose. Con la possibilità di riunire virtualmente milioni di persone attraverso siti web e social network, si è sviluppato il fenomeno del crowdfunding (dall’inglese ‘crowd‘ folla e ‘funding‘ finanziamento), ovvero la possibilità di ricevere un finanziamento collettivo da migliaia di persone che decidono di supportare un’idea. A metterci i soldi può essere chiunque, qualunque persona che passa sul sito nota un’idea e la reputa degna di sostegno economico. Nel crowdfunding, trattandosi si un finanziamento collettivo, il supporto di ogni singolo investitore è davvero minimo. Per certi progetti si può partecipare investendo anche soltanto un euro.
Ma perchè la gente regala i propri soldi, vi chiederete? Beh, in effetti quasi tutti i progetti presentati promettono qualcosa in cambio per il supporto ricevuto (ad esempio l’inserimento del nome degli investitori tra i soci fondativi di un’eventuale società di cui il progetto prevede l’apertura, o una t-shirt con un’immagine o uno slogan mirato).
In questo modo, se la vostra idea sarà ritenuta degna di sostegno, potrete raccogliere il denaro necessario alla sua realizzazione. Nelle piattaforme di crowdfunding, delle vere e proprie vetrine online di progetti, ci sono ogni giorno migliaia di nuovi inserimenti e grosse sono almeno per adesso le cifre che ad essi vengono assegnati, a volte anche da contributori anonimi.
Da anni queste piattaforme (la più famosa è la statunitense Indiegogo) hanno preso piede prima negli Stati Uniti, e poi anche in Italia, con la nascita di piccole realtà, che proprio come piccole banche, come piccoli istituti di micro-credito cooperativo, consentono ai detentori di idee di poter trovare il supporto economico necessario per realizzarle.

UE obbliga aziende ad assumere 25mila nuove figure professionali: i privacy officer

Con il nuovo Regolamento Europeo per la Privacy le pubbliche amministrazioni e le aziende che trattano dati di più di 5000 interessati nell’arco di un anno dovranno avere un superconsulente per la gestione dei dati sensibili. La figura professionale si chiamerà Privacy Officer (Responsabile della protezione dei dati)e Federprivacy stima che ne serviranno tra i 25.000 ed i 70.000 in Europa. I nuovi professionisti potranno lavorare in sede fissa o a servizio su richiesta.

Anche se la funzione inquadrativa è quella del manager, con maturate conoscenze giuridiche e informatiche, il privacy officer non è ancora figura prevista nell’ordinamento italiano, non è regolamentata, nè soggetta a esami, certificazioni o iscrizioni ad albi professionali. La sua attività si intende quindi esercitabile senza alcun requisito di base o titolo di studio, anche un’eventuale esperienza qualificante sarà probabilmente valutata necessaria dalle aziende.

Svizzera e Finlandia verso il "reddito di cittadinanza", l’Olanda già lo sperimenta

L’anno prossimo la Svizzerà andrà al referendum per fissare un reddito di base di circa 2300 euro, lo stesso dell proposta che era stato avanzata dal M5S come “reddito di cittadinanza” nel 2013. La manovra costerebbe 210 miliardi l’anno, quasi un terzo del Pil svizzero, ma l’assegno mensile sostituirebbe i contributi, agevolazioni e deduzioni in vigore.

In Finlandia invece il governo sta studiando un piano di reddito di circa 800 euro al mese dal costo di 52 miliardi l’anno (quello nostrano proposto da Grillo ammontava a 600 al mese), e il Primo Ministro Juha Sipila ha dato il suo parere favorevole alla proposta, il cui disegno di legge sarà presentato nel 2016.  Il Finnish Social Insurance Institute intanto assicura che il 70% della popolazione sarebbe favorevole al nuovo reddito, la cui realizzazione passerà per due fasi, la prima di prova con un assegno di 550 euro al mese, per poi sviluppare completamente il piano.
A Utrecht, in Olanda, (e in altre città a partire dal 2016) il reddito di base è già in via di sperimentazione, un beneficio economico esentasse e perfino senza alcun obbligo ad accettare un lavoro.

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