lunedì 25 aprile 2016

Il caso delle navi “fantasma” che spariscono nel Mediterraneo

Ci sono zone del Mar Mediterraneo al di fuori delle rotte ordinarie delle navi e poco battute dalle motovedette di sorveglianza militari. Vengono chiamate “boschi” da chi usa il gergo marittimo, non perché al loro interno ci siano isole o alberi, ma perché per le navi è facile “isolarsi”.

In queste zone poco battute, che si trovano solitamente a distanze notevoli dalle coste, alcune navi spengono i transponder e riescono quindi a navigare in modo anonimo per il tratto necessario a incontrarsi con altre navi e a scambiare grandi quantità di armi e droga, cosa che non potrebbe avvenire sulla terraferma.
Fino ad oggi il fenomeno era conosciuto, ma si limitava a qualche caso. Qualche giorno fa però un articolo delFinancial Times ha riaperto la questione riportando dati allarmanti. Dall’inizio dell’anno sarebbero infatti già540 i casi di “navi fantasma” che hanno deviato la propria rotta, seguito percorsi diversi da quelli indicati o effettuato soste sospette nei cosiddetti “boschi” del Mediterraneo. Fenomeno ancora più sospetto se si considera il dominio dell’Isis sulla Libia e focolai ribelli in più punti delle coste africane.

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